Il danno da vacanza rovinata

vacanzaSi parla di danno da vacanza rovinata per indicare una particolare situazione negativa per il consumatore turista, che non sempre è fonte di perdita di denaro, ma che rappresenta in ogni caso un certo stress e un forte turbamento psicologico.

Questa tipologia di danno si riscontra quando vengono a mancare le premesse di una vacanza (un diritto della persona) in quanto tale: overbooking da parte della compagnia aerea o di una struttura ricettiva, una sistemazione qualitativamente di molto inferiore rispetto alle attese e alle promesse e così via.

La prima regolamentazione di questa particolare tipologia di danno risale al 1977, quando l’Italia ha recepito una legislativa da parte della Convenzione di Bruxelles in base alla quale si stabiliva che l’organizzatore di un viaggio è direttamente responsabile di ogni pregiudizio che il turista (in qualità di consumatore) è stato costretto a subire nel corso della propria vacanza.

Nel 2011 è stato introdotto il codice del Turismo, che ha identificato con maggior precisione questo particolare tipo di danno, stabilendo, tra l’altro, che l’inadempimento non deve essere lieve e che si parla di danno in collegamento con l’occasione perduta e con l’irripetibilità della stessa.

Due sono le voci di danno che sono oggetto di rimborso secondo la legge:

  1. danno patrimoniale;
  2. danno morale o esistenziale

Il danno patrimoniale è ovviamente la parte che si può quantificare con maggior facilità ed è praticamente il prezzo della vacanza acquistata, che non si goduta a causa di disservizi o contrattempi che non sono ovviamente imputabili al turista stesso.

Il danno morale è, invece, di difficile quantificazione economica, dato che non si riesce quasi mai a dire quanto vale lo stress o la delusione per il mancato viaggio e per l’occasione perduta. Per questo motivo si tende a valutare il mancato guadagno, in termini di benessere e di qualità della vita, che il soggetto non ha avuto a causa proprio dell’impossibilità di fare vacanza come egli voleva.

Per quanto riguarda l’onere della prova, il turista deve dimostrare l’inadempimento della controparte (ad esempio, fornire delle fotografie che dimostrano che la parte è stata mancante in tal senso), mentre il tour operator cercherà di dimostrare il contrario.

In tutti i casi, la liquidazione del danno da vacanza rovinata deve essere stabilita in maniera chiara ed oggettiva.