Amari a confronto

In quanti di voi amano terminare un lauto pasto con un bicchierino di amaro? È il modo migliore per “lavare” la bocca e per rimuovere il sapore del cibo. In commercio, possiamo distinguere numerosi amari: ognuno ha il proprio sapore e la propria storia.

Quali sono gli amari più amati e scelti dagli italiani? Vogliamo aiutarvi a confrontare i vari amari, anche per comprendere il loro sapore e per decidere, in base al vostro gusto personale, qual è il più adatto.

Uno dei primi amari di cui vi parleremo è l’Amaro del Capo: è il simbolo delle tavole del sud Italia. Questo amaro racchiude la bellezza di 29 erbe. Possiamo distinguere il sapore di liquirizia, ma anche l’arancia dolce, il mandarino e la camomilla.

Un altro amaro largamente diffuso è il Lucano, che di erbe ne ha più di 30 e la cui ricetta rimane un segreto noto a pochi. È considerata una bevanda rinfrescante, estiva, dal sapore tipicamente gentile. Tra le erbe, troviamo la salvia e l’aloe.

L’amaro a fine pasto è un piacere per molti

Vi è mai capitato di assaggiare l’Amaro Braulio? Se l’Amaro del Capo rappresenta il Sud, l’Amaro Braulio descrive alla perfezione la Valtellina. Il suo sapore è molto forte, tendenzialmente amaro, con qualche nota balsamica.

Confrontiamo, adesso, l’Amaro Montenegro, che venne definito il Liquore delle Virtudi dal poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio. Questo amaro ha anche una storia molto particolare: infatti, è dedicato alla principessa del Montenegro, Elena Petrovich Njegos. Fu anche la regina d’Italia!

Il sapore dell’Amaro Montenegro è estremamente delicato: si beve davvero d’un sorso e lascia un retrogusto gradevole al palato, che non stucca in alcun modo.

L’ultimo amaro di cui vi parleremo è l’Amaro Ramazzotti. Ben duecento anni di storia caratterizzano questo amaro, la cui ricetta si contraddistingue tra ventotto ingredienti, erbe e spezie. Il gusto di questo amaro è spesso definito armonico, perché le erbe sono miscelate in modo da rendere il suo sapore corposo e ben definito. L’Amaro Ramazzotti è ancora tutt’oggi tra gli amari più venduti al mondo, apprezzato in particolar modo oltreoceano, come simbolo d’Italia e di stile.