Telecom e Alitalia agli stranieri: cosa cambia per i consumatori

Asset una volta definiti strategici e bandiere dell’orgoglio nazionale: Alitalia e Telecom, hanno pagato scelte sbagliate da parte dei loro amministratori che le hanno condotte verso il fallimento.
La nostra ex compagnia di bandiera ha pagato caro le allegre gestioni e le non decisioni prese in certi momenti (come quella di determinare un unico HUB in Italia che, per non scontentare nessuno tra Milano e Roma, ha scontentato tutti) e se nel 2007 l’allora governo Prodi cercò di venderla alla Air France senza riuscirvi, l’anno successivo fu il cavallo di battaglia elettorale di Berlusconi che la piazzò ad un gruppo di amici imprenditori (definiti orgoglio nazionale) che terminarono di fare lo scempio dopo averla acquistata a prezzo più che di favore.

E ora, nel 2013, il gruppo Alitalia seppur fortemente ridimensionato è in odore di essere venduto proprio a quei francesi che avrebbero portato soldi nelle casse italiane e avrebbero di fatto evitato, che la compagnia anche se privatizzata, costasse in questi anni, qualcosa come 4 miliardi di euro.
La vicenda Telecom vede la compagnia di telecomunicazioni, fortemente ridimensionata ed indebitata dopo anni di gestione da parte di Tronchetti Provera che oggi, si occupa di tutt’altro. Quanto avviene è seguito da tutti i media  ma poi, chi ne subisce le conseguenze sono come sempre, i consumatori.

Vero è che al momento non ci saranno cambi apparenti per gli utenti della Telecom ma non sarà raro,in futuro, parlare con un call center che anzichè essere a Sassari oppure a Crotone, sia ubicato alle Canarie. Presumibilmente si perderà quella forza lavoro rappresentata dagli operai e tecnici della Telecom che magari saranno sostituiti con personale di società e ditte subappaltatrici che oggi ci sono e domani, chissà. E questo impoverirà la qualità del servizio offerto.
Bene o male è indicativo ciò che è avvenuto in Alitalia: riduzione drastica delle tratte in agenda, appalto a qualche compagnia inferiore con la quale si sottoscrisse una partnership, minor qualità dei servizi offerti perchè sempre appaltati a società che a loro volta riappaltavano ad altre in un perfido gioco di scatole cinesi.

Purtroppo è quello che prima o poi, saremo costretti a pagare servendoci ancora di questi ex colossi che una volta erano il vanto italiano.