Consumatori in rivolta dopo l’approvazione del piano industriale RAI

Il CdA della RAI ha approvato il piano industriale per il triennio 2013-2015 che toccherà quasi tutti i settori dalla pubblicità, al palinsesto, allo sviluppo del web, alle risorse umane, passando per il rilancio della radio e l’ottimizzazione del palinsesto.             Il piano ha come obiettivo il pareggio dei conti nel 2014 e per questo l’azienda ha deciso il prepensionamento di molti dipendenti che abbasseranno i costi di gestione  . Le novità sono dettate dai forti investimenti dedicate alle nuove tecnologie digitali alla stregua di quanto utilizzato dalle maggiori televisioni pubbliche e private.
Gubitosi, direttore generale della RAI ha parlato di dodici aree di intervento: pubblicità, ricavi commerciali, palinsesto, crescita all-news, radio, web, modelli ed assetti produttivi, digitalizzazione, risorse umane, revisione processi, assetto immobiliare, acquisti. Elementi questi sui quali operare chirurgicamente per poter provocare il pareggio di bilancio, dal momento che il bilancio si stima chiudersi con una perdita di oltre 200 milioni ai quali aggiungerne altri 53 dovuti al prepensionamento di circa 400 dipendenti.
Nulla invece per quanto concerne il taglio dei direttori che dagli attuali 43 dovrebbero scendere a 28 e, come facilmente intuibile, operazione non certo facile da gestire in questo ambito di ricondizionamento aziendale.
Gubitosi parla di raggiungere efficienza ed equilibrio  cosa sicuramente non troppo agevole per una pachidermica azienda lottizzata da sempre.

Si parla di un budget di almeno 50 milioni da impiegare per le sole attrezzature giornalistiche che prevedono il rinnovo di apparati e stazioni mobili oltre che digitalizzare completamente tutti gli impianti radio.
Fatto è che i consumatori sono in rivolta: la qualità delle trasmissioni RAI sono davvero infelici. Il segnale del DDT è sempre precario ed in molte zone cambia costantemente costringendo l’utenza a complicate quanto noiose sintonizzazioni dei canali, senza parlare delle repliche senza fine alle quali si è costretti ad assistere. L’azienda pare entrare totalmente in vacanza agli inizi di maggio fino agli inizi di ottobre quando riparte una nuova (sic!) programmazione che mostra la poca creatività degli autori e di chi compra le trasmissioni da trasmettere durante il corso della stagione.
Se almeno prendessero spunto dal piano industriale Pirelli,  (fonti Business Plan Pirelli di Tronchetti Provera qui , qui e qui )troverebbero stimoli per ottimizzare i loro processi finanziari. Per quanto concerne invece quelli artistici, è tutt’altra cosa.